Mica capita tutti i giorni di ricevere in regalo una bella ricotta di pecora ancora calda nel suo cestino! A quel punto non c'è altro da fare che dare sfogo alla fantasia: dolce, salato...la ricotta è molto versatile.
Poi, se poi vi volete coccolare senza accendere forni e fornelli, provate un fetta di pane , meglio se abbrustolita, un goccio di cognac (facoltativo, ma ci sta molto bene), ricotta e sopra miele e, come si dice qui, "senti che te magni"!
Io, per non fare ingiustizie, ho pensato di usarne una parte per una bella crostata, con la rimanente invece ci farò delle polpette nel sugo al profumo di basilico, semplici e buone, senza disdegnare però il caffè con la ricotta (buonissimo!! e che sa tanto d'infanzia, almeno per me).
Pasta frolla (dose per due crostate)
500gr farina
250gr burro morbido
200gr zucchero a velo
5 tuorli
1 pizzico di sale
Ripieno:
600gr ricotta ben scolata
90 gr zucchero
2 uova
buccia di arancia
cannella (1/2 cucchiaino)
30gr gocce di cioccolato.
Ho steso la frolla (metà dell'impasto, con l'altra ho fatto una crostata classica con marmellata), ho messo il ripieno ben lavorato con le fruste, le gocce le ho aggiunte dopo, ho livellato bene e ho messo in forno, per circa 30 minuti, più o meno a 180-190° (numero 3 del mio forno, abbassato a 1 per gli ultimi 10 minuti).
domenica 25 gennaio 2015
martedì 6 gennaio 2015
Cappellacci cacio e pepe con guanciale croccante
A me la pasta ripiena piace e pure molto.
Questa poi aveva almeno due vantaggi: era un "formato" bello grosso, quindi non ci voleva molto tempo a farla e il condimento era un po' diverso dal solito burro-salvia, ragù e via discorrendo.
Era una ricetta che volevo provare già da qualche tempo e visto che oggi è giorno festivo e i figli sono a casa, è stato il momento giusto per divertirsi un po'.
La prova assaggio l'hanno superata bene, l'unico a lamentarsi è stato (pensa un po'!!) il figlio che non voleva la ricotta nel ripieno.
Su questo preferisco tacere e passo subito a mostrare il piatto.
Per 4 persone
SFOGLIA:
300gr farina (io metà farina grano duro, metà 00)
3 uova
olio
sale.
FARCIA:
150gr ricotta di pecora (io di mucca)
100gr pecorino romano grattugiato
50gr parmigiano grattugiato
sale e pepe
CONDIMENTO:
100gr guanciale stagionato
1/2 bicchiere vino bianco
50gr pecorino a scaglie
1 spicchio di aglio
sale pepe in grani.
Fare la sfoglia e ricavare dei dischi di 10 cm di diametro, mettere un po' di farcia con un sac à poche, più o meno come una noce molto piccola, piegarlo a metà e unire le estremità (come un tortellone grande).
Tagliare il guanciale a striscioline sottili e metterle in una padella capiente con un filo di olio profumato da uno spicchio di aglio schiacciato,
Farlo rosolare, scolare un po' del grasso in eccesso e aggiungere il vino.
Farlo evaporare.
Lessare i cappellacci e versarli nella padella, farli insaporire.
Impiattare, mettendo in ognio piatto scaglie di pecorino.
Questa poi aveva almeno due vantaggi: era un "formato" bello grosso, quindi non ci voleva molto tempo a farla e il condimento era un po' diverso dal solito burro-salvia, ragù e via discorrendo.
Era una ricetta che volevo provare già da qualche tempo e visto che oggi è giorno festivo e i figli sono a casa, è stato il momento giusto per divertirsi un po'.
La prova assaggio l'hanno superata bene, l'unico a lamentarsi è stato (pensa un po'!!) il figlio che non voleva la ricotta nel ripieno.
Su questo preferisco tacere e passo subito a mostrare il piatto.
Per 4 persone
SFOGLIA:
300gr farina (io metà farina grano duro, metà 00)
3 uova
olio
sale.
FARCIA:
150gr ricotta di pecora (io di mucca)
100gr pecorino romano grattugiato
50gr parmigiano grattugiato
sale e pepe
CONDIMENTO:
100gr guanciale stagionato
1/2 bicchiere vino bianco
50gr pecorino a scaglie
1 spicchio di aglio
sale pepe in grani.
Fare la sfoglia e ricavare dei dischi di 10 cm di diametro, mettere un po' di farcia con un sac à poche, più o meno come una noce molto piccola, piegarlo a metà e unire le estremità (come un tortellone grande).
Tagliare il guanciale a striscioline sottili e metterle in una padella capiente con un filo di olio profumato da uno spicchio di aglio schiacciato,
Farlo rosolare, scolare un po' del grasso in eccesso e aggiungere il vino.
Farlo evaporare.
Lessare i cappellacci e versarli nella padella, farli insaporire.
Impiattare, mettendo in ognio piatto scaglie di pecorino.
domenica 28 dicembre 2014
Pesche dolci
Hai voglia a dire che ti va di sperimentare nuove ricette, certi dolci sono troppo buoni e li mangeresti sempre! Le pesche riscuotono sempre un grande successo e oltre ad essere buone sono pure molto belle a vedersi.
Col tempo ho provato farciture diverse da quelle cui ero abituata, infatti mia madre faceva sempre una crema con cacao e caffè e senza uova. Buona eh! ma la mia preferita è la ganache al cioccolato, aromatizzata al caffè.
Oggi purtroppo non avevo la panna per la ganache e ho optato per una crema al cioccolato che, essendo un po' liquidina, ho reso più consistente con un foglio di colla di pesce.
Potevo mettere la nutella, però a me non piace troppo (per fortuna direi!!) e nelle pesche meno che mai, ma de gustibus...
Ricette di pesche ne ho almeno quattro, tutte sperimentate e non troppo diverse tra loro. Quella di oggi diciamo che è una via di mezzo tra le pesche adriatiche di Sergio Salomoni e le pesche di Federica Pozzi, per essere più precisa l'ho presa da GialloZafferano.
Ho fatto un impasto con
500gr farina
175gr zucchero
3 uova
100gr burro morbido.
4 cucchiai di latte
1 bustina di lievito
buccia di limone e un pizzico di sale
Ho fatto delle palline da 16gr, le ho schiacciate leggermente e le ho fatte cuocere per circa 20 minuti a 180°.
Ne sono venute 60, cioè 30 pesche.
Crema:
400ml latte
100gr zucchero
40-50 gr fecola
4 tuorli
80 gr cioccolato fondente sminuzzato
1 foglio di colla di pesce (aggiunta mia).
Quando le mezze pesche sono fredde, scavarle con l'attrezzo per fare le palline (di patate o di melone, per intenderci), mettere la crema nella cavità, accoppiarle, bagnarle nell' alchermes poi rotolarle nello zucchero.
P.S. la crema è avanzata pertanto ne basta mezza dose per 30 pesche.
Col tempo ho provato farciture diverse da quelle cui ero abituata, infatti mia madre faceva sempre una crema con cacao e caffè e senza uova. Buona eh! ma la mia preferita è la ganache al cioccolato, aromatizzata al caffè.
Oggi purtroppo non avevo la panna per la ganache e ho optato per una crema al cioccolato che, essendo un po' liquidina, ho reso più consistente con un foglio di colla di pesce.
Potevo mettere la nutella, però a me non piace troppo (per fortuna direi!!) e nelle pesche meno che mai, ma de gustibus...
Ricette di pesche ne ho almeno quattro, tutte sperimentate e non troppo diverse tra loro. Quella di oggi diciamo che è una via di mezzo tra le pesche adriatiche di Sergio Salomoni e le pesche di Federica Pozzi, per essere più precisa l'ho presa da GialloZafferano.
Ho fatto un impasto con
500gr farina
175gr zucchero
3 uova
100gr burro morbido.
4 cucchiai di latte
1 bustina di lievito
buccia di limone e un pizzico di sale
Ho fatto delle palline da 16gr, le ho schiacciate leggermente e le ho fatte cuocere per circa 20 minuti a 180°.
Ne sono venute 60, cioè 30 pesche.
Crema:
400ml latte
100gr zucchero
40-50 gr fecola
4 tuorli
80 gr cioccolato fondente sminuzzato
1 foglio di colla di pesce (aggiunta mia).
Quando le mezze pesche sono fredde, scavarle con l'attrezzo per fare le palline (di patate o di melone, per intenderci), mettere la crema nella cavità, accoppiarle, bagnarle nell' alchermes poi rotolarle nello zucchero.
P.S. la crema è avanzata pertanto ne basta mezza dose per 30 pesche.
sabato 27 dicembre 2014
Cosciotto di tacchinella farcito al profumo di arancia
Premetto che la carne non è molto amata in casa mia ma qualche volta bisogna pur mangiarla e, soprattutto, io ho voglia di provare ricette diverse: non mi va di andare avanti a straccetti, pizzaiola e fettine di tacchino panate!!
Diciamo pure che il pollame ha maggior fortuna rispetto alla carne bovina e allora un bel cosciotto farcito mi è sembrata una buona idea
Ero sicura che qualcuno avrebbe storto il naso per la presenza dell'arancia ma io non posso sentire il parere di tutti, non ne uscirei viva e anche se cerco di accontentarli, spesso faccio di testa mia e se a qualcuno non va bene..beh! sarà più fortunato la prossima volta, pardon!, la ricetta successiva.
Parliamo del cosciotto.
La ricetta l'ho trovata in uno dei quaderni di "Alice" (tutti questi libri e riviste dovranno pur essere utilizzate!), mi piaceva molto e poi dopo un anno che non facevo ricette con l'arancia dovevo provvedere.
Qualcuno non ha apprezzato, altri sì.
Il mio parere? Sicuramente da rifare.
Un cosciotto di tacchinella disossato di media grandezza
1 cipolla (io scalogno)
1 arancia intera
timo
rosmarino
3 chiodi di garofano
1/2 bicchiere vino bianco
brodo vegetale
olio
sale e pepe
Farcia:
150gr polpa di maiale tritata
100gr mortadella tritata
100gr salsiccia
20gr pane grattato
1 uovo
1 cucchiaio parmigiano
5 prugne secche denocciolate
buccia arancia
timo
latte
sale e pepe
Far rosolare la salsiccia in un padellino senza grassi.
In un altro padellino far cuocere il pangrattato con qualche cucchiaio di latte.
In una ciotola mettere la carne di maiale, la mortadella, la salsiccia, le prugne a dadini,il parmigiano, l'uovo,il timo, il pepe, il sale e la buccia d'arancia.
Amalgamare bene il tutto.
Allargare il cosciotto, salarlo, peparlo e farcire.
Cucire l'apertura con filo da cucina.
Ungere il cosciotto con l'olio e metterlo in una teglia ricoperta da carta da cucina.
Far cuocere a 220° per venti minuti.
Toglierlo dal forno e metterlo da parte.
Eliminare la carta dalla teglia, affettare l'arancia (io ho tolto anche la buccia e la parte bianca), metterla sul fondo,
Appoggiarvi sopra il cosciotto, aggiungere la cipolla, il timo, il rosmarino,i chiodi di garofano.
irrorare con il succo d'arancia e il vino.
Mettere sul fuoco e sfumare.
Coprire con carta d'alluminio e rimettere in forno a 180° per circa un 'ora, bagnando con il brodo vegetale.
Terminata la cottura, avvolgere il cosciotto nell'alluminio ( io carta forno) e far riposare per circa mezz'ora.
Eliminare dal fondo di cottura gli odori e l'arancia e frullare il tutto.
Filtrare la salsa, scaldarla e servirla in una salsiera.
Servire il cosciotto a fette con la salsina a parte.
Diciamo pure che il pollame ha maggior fortuna rispetto alla carne bovina e allora un bel cosciotto farcito mi è sembrata una buona idea
Ero sicura che qualcuno avrebbe storto il naso per la presenza dell'arancia ma io non posso sentire il parere di tutti, non ne uscirei viva e anche se cerco di accontentarli, spesso faccio di testa mia e se a qualcuno non va bene..beh! sarà più fortunato la prossima volta, pardon!, la ricetta successiva.
Parliamo del cosciotto.
La ricetta l'ho trovata in uno dei quaderni di "Alice" (tutti questi libri e riviste dovranno pur essere utilizzate!), mi piaceva molto e poi dopo un anno che non facevo ricette con l'arancia dovevo provvedere.
Qualcuno non ha apprezzato, altri sì.
Il mio parere? Sicuramente da rifare.
Un cosciotto di tacchinella disossato di media grandezza
1 cipolla (io scalogno)
1 arancia intera
timo
rosmarino
3 chiodi di garofano
1/2 bicchiere vino bianco
brodo vegetale
olio
sale e pepe
Farcia:
150gr polpa di maiale tritata
100gr mortadella tritata
100gr salsiccia
20gr pane grattato
1 uovo
1 cucchiaio parmigiano
5 prugne secche denocciolate
buccia arancia
timo
latte
sale e pepe
Far rosolare la salsiccia in un padellino senza grassi.
In un altro padellino far cuocere il pangrattato con qualche cucchiaio di latte.
In una ciotola mettere la carne di maiale, la mortadella, la salsiccia, le prugne a dadini,il parmigiano, l'uovo,il timo, il pepe, il sale e la buccia d'arancia.
Amalgamare bene il tutto.
Allargare il cosciotto, salarlo, peparlo e farcire.
Cucire l'apertura con filo da cucina.
Ungere il cosciotto con l'olio e metterlo in una teglia ricoperta da carta da cucina.
Far cuocere a 220° per venti minuti.
Toglierlo dal forno e metterlo da parte.
Eliminare la carta dalla teglia, affettare l'arancia (io ho tolto anche la buccia e la parte bianca), metterla sul fondo,
Appoggiarvi sopra il cosciotto, aggiungere la cipolla, il timo, il rosmarino,i chiodi di garofano.
irrorare con il succo d'arancia e il vino.
Mettere sul fuoco e sfumare.
Coprire con carta d'alluminio e rimettere in forno a 180° per circa un 'ora, bagnando con il brodo vegetale.
Terminata la cottura, avvolgere il cosciotto nell'alluminio ( io carta forno) e far riposare per circa mezz'ora.
Eliminare dal fondo di cottura gli odori e l'arancia e frullare il tutto.
Filtrare la salsa, scaldarla e servirla in una salsiera.
Servire il cosciotto a fette con la salsina a parte.
lunedì 17 novembre 2014
Biscottini parmigiano e semi di papavero.
Buoni! buoni! buoni!e pure abbastanza rapidi da fare.
Ovviamente fatti la domenica pomeriggio per mia figlia, per il suo spuntino di metà mattina al lavoro. Di solito faccio cose abbastanza light e questi non lo sono molto però, ogni tanto, uno strappo si può fare e non solo per mangiare qualcosa di più sfizioso del solito, ma anche per provare qualcosa di nuovo.
In un recipiente ho lavorato
75 gr parmigiano grattugiato
35gr olio
30gr farina
1 albume
1/2 cucchiaio di semi di papavero.
Ho fatto delle palline, grandi come una nocciola molto grande, le o schiacciate un pochino con le mani e poi con i rebbi della forchetta.
Ne sono venute trenta.
Cotte in forno a 220° fino a doratura dei bordi, naturalmente in teglia coperta da carta forno.
Ovviamente fatti la domenica pomeriggio per mia figlia, per il suo spuntino di metà mattina al lavoro. Di solito faccio cose abbastanza light e questi non lo sono molto però, ogni tanto, uno strappo si può fare e non solo per mangiare qualcosa di più sfizioso del solito, ma anche per provare qualcosa di nuovo.
In un recipiente ho lavorato
75 gr parmigiano grattugiato
35gr olio
30gr farina
1 albume
1/2 cucchiaio di semi di papavero.
Ho fatto delle palline, grandi come una nocciola molto grande, le o schiacciate un pochino con le mani e poi con i rebbi della forchetta.
Ne sono venute trenta.
Cotte in forno a 220° fino a doratura dei bordi, naturalmente in teglia coperta da carta forno.
lunedì 10 novembre 2014
Torta di mele con uvetta e scorza d'arancia
Ennesima torta di mele!
La pioggia, il freddo, le mele da smaltire (ce ne sono ancora molte) ...e poi, diciamolo, quando si è costretti dal maltempo a stare in casa, cosa c'è di meglio se non pasticciare? e magari fare pure qualche piccolissimo esperimento.
Mi andava di fare una torta di mele con l'uvetta e volevo metterci pure il profumo dell'arancia, ma le arance non trattate ancora non le trovo e quindi ho pensato di prendere delle scorzette di arance candite e tritarle.
Ho qualche perplessità: non ce l'ho home made quindi non saranno granché, però ci provo.
Prova superata! Almeno questo è stato il giudizio di chi l'ha mangiata.
Mi sa tanto che dovrò fare le scorzette da me...e credo che sarà ancora più buona.
200gr farina 00
40gr farina integrale
3 uova
120gr zuccherro
zucchero di canna q.b.
70gr olio
una manciata uvetta
40gr latte
20 gr arancia candita
cognac qb.
3 mele
1 bustina lievito
Ho messo a bagno l'uvetta prima nell'acqua tiepida poi l'ho strizzata e messa con un po' di cognac.
Ho tritato le scorze di arancia con il latte e le ho messe da parte quindi ho lavorato le zucchero con le uova e, continuando a lavorare con le fruste, ho aggiunto la farina a cucchiaiate, poi l'olio, il lievito e infine l'uvetta strizzata, il mix arance candite-latte e una cucchiata di cognac.
Ho unito all'impasto le mele tagliate a fettine, lasciandone un po' da mettere sopra.
Ho cosparso la superficie con zucchero di canna.
Cottura circa 45 minuti sui 190°, teglia 24cm.
La pioggia, il freddo, le mele da smaltire (ce ne sono ancora molte) ...e poi, diciamolo, quando si è costretti dal maltempo a stare in casa, cosa c'è di meglio se non pasticciare? e magari fare pure qualche piccolissimo esperimento.
Mi andava di fare una torta di mele con l'uvetta e volevo metterci pure il profumo dell'arancia, ma le arance non trattate ancora non le trovo e quindi ho pensato di prendere delle scorzette di arance candite e tritarle.
Ho qualche perplessità: non ce l'ho home made quindi non saranno granché, però ci provo.
Prova superata! Almeno questo è stato il giudizio di chi l'ha mangiata.
Mi sa tanto che dovrò fare le scorzette da me...e credo che sarà ancora più buona.
200gr farina 00
40gr farina integrale
3 uova
120gr zuccherro
zucchero di canna q.b.
70gr olio
una manciata uvetta
40gr latte
20 gr arancia candita
cognac qb.
3 mele
1 bustina lievito
Ho messo a bagno l'uvetta prima nell'acqua tiepida poi l'ho strizzata e messa con un po' di cognac.
Ho tritato le scorze di arancia con il latte e le ho messe da parte quindi ho lavorato le zucchero con le uova e, continuando a lavorare con le fruste, ho aggiunto la farina a cucchiaiate, poi l'olio, il lievito e infine l'uvetta strizzata, il mix arance candite-latte e una cucchiata di cognac.
Ho unito all'impasto le mele tagliate a fettine, lasciandone un po' da mettere sopra.
Ho cosparso la superficie con zucchero di canna.
Cottura circa 45 minuti sui 190°, teglia 24cm.
giovedì 6 novembre 2014
Minestra riso e scarola
Devo dire la verità: non avrei mai immaginato di mettere questa ricetta nel blog.
Poi succede che metti la foto su facebook del tuo pranzo, una semplice minestra, un piatto "povero", uno di quelli che facevano le nonne e scopri che riscuote un certo successo.
Pensandoci bene era già capitato qualche tempo fa con un altro piatto, questo, che vi consiglio di provare.
Un po' sorrido e un po' rifletto su questo e deduco che certe volte si ha bisogno di cose semplici, "antiche".
Per 3-4 persone (dosi approssimative)
3 cespi di scarola
2 salsicce
1 scalogno
3-4 cucchiai di passata di pomodoro
brodo di dado
peperoncino
parmigiano
olio
180-200gr riso
ho fatto soffriggere lo scalogno e ho messo le salsicce sbriciolate.
Quando erano leggermente cotte ho unito la scarola tagliata grossolanamente, la passata, il peperoncino e il brodo.
Ho fatto cuocere per una mezz'ora.
Ho messo il riso e portato a cottura.
Messa la minestra nei piatti, ho aggiunto parmigiano grattugiato e un bel giro d'olio.
Poi succede che metti la foto su facebook del tuo pranzo, una semplice minestra, un piatto "povero", uno di quelli che facevano le nonne e scopri che riscuote un certo successo.
Pensandoci bene era già capitato qualche tempo fa con un altro piatto, questo, che vi consiglio di provare.
Un po' sorrido e un po' rifletto su questo e deduco che certe volte si ha bisogno di cose semplici, "antiche".
Per 3-4 persone (dosi approssimative)
3 cespi di scarola
2 salsicce
1 scalogno
3-4 cucchiai di passata di pomodoro
brodo di dado
peperoncino
parmigiano
olio
180-200gr riso
ho fatto soffriggere lo scalogno e ho messo le salsicce sbriciolate.
Quando erano leggermente cotte ho unito la scarola tagliata grossolanamente, la passata, il peperoncino e il brodo.
Ho fatto cuocere per una mezz'ora.
Ho messo il riso e portato a cottura.
Messa la minestra nei piatti, ho aggiunto parmigiano grattugiato e un bel giro d'olio.
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