Hai voglia a dire che ti va di sperimentare nuove ricette, certi dolci sono troppo buoni e li mangeresti sempre! Le pesche riscuotono sempre un grande successo e oltre ad essere buone sono pure molto belle a vedersi.
Col tempo ho provato farciture diverse da quelle cui ero abituata, infatti mia madre faceva sempre una crema con cacao e caffè e senza uova. Buona eh! ma la mia preferita è la ganache al cioccolato, aromatizzata al caffè.
Oggi purtroppo non avevo la panna per la ganache e ho optato per una crema al cioccolato che, essendo un po' liquidina, ho reso più consistente con un foglio di colla di pesce.
Potevo mettere la nutella, però a me non piace troppo (per fortuna direi!!) e nelle pesche meno che mai, ma de gustibus...
Ricette di pesche ne ho almeno quattro, tutte sperimentate e non troppo diverse tra loro. Quella di oggi diciamo che è una via di mezzo tra le pesche adriatiche di Sergio Salomoni e le pesche di Federica Pozzi, per essere più precisa l'ho presa da GialloZafferano.
Ho fatto un impasto con
500gr farina
175gr zucchero
3 uova
100gr burro morbido.
4 cucchiai di latte
1 bustina di lievito
buccia di limone e un pizzico di sale
Ho fatto delle palline da 16gr, le ho schiacciate leggermente e le ho fatte cuocere per circa 20 minuti a 180°.
Ne sono venute 60, cioè 30 pesche.
Crema:
400ml latte
100gr zucchero
40-50 gr fecola
4 tuorli
80 gr cioccolato fondente sminuzzato
1 foglio di colla di pesce (aggiunta mia).
Quando le mezze pesche sono fredde, scavarle con l'attrezzo per fare le palline (di patate o di melone, per intenderci), mettere la crema nella cavità, accoppiarle, bagnarle nell' alchermes poi rotolarle nello zucchero.
P.S. la crema è avanzata pertanto ne basta mezza dose per 30 pesche.
domenica 28 dicembre 2014
sabato 27 dicembre 2014
Cosciotto di tacchinella farcito al profumo di arancia
Premetto che la carne non è molto amata in casa mia ma qualche volta bisogna pur mangiarla e, soprattutto, io ho voglia di provare ricette diverse: non mi va di andare avanti a straccetti, pizzaiola e fettine di tacchino panate!!
Diciamo pure che il pollame ha maggior fortuna rispetto alla carne bovina e allora un bel cosciotto farcito mi è sembrata una buona idea
Ero sicura che qualcuno avrebbe storto il naso per la presenza dell'arancia ma io non posso sentire il parere di tutti, non ne uscirei viva e anche se cerco di accontentarli, spesso faccio di testa mia e se a qualcuno non va bene..beh! sarà più fortunato la prossima volta, pardon!, la ricetta successiva.
Parliamo del cosciotto.
La ricetta l'ho trovata in uno dei quaderni di "Alice" (tutti questi libri e riviste dovranno pur essere utilizzate!), mi piaceva molto e poi dopo un anno che non facevo ricette con l'arancia dovevo provvedere.
Qualcuno non ha apprezzato, altri sì.
Il mio parere? Sicuramente da rifare.
Un cosciotto di tacchinella disossato di media grandezza
1 cipolla (io scalogno)
1 arancia intera
timo
rosmarino
3 chiodi di garofano
1/2 bicchiere vino bianco
brodo vegetale
olio
sale e pepe
Farcia:
150gr polpa di maiale tritata
100gr mortadella tritata
100gr salsiccia
20gr pane grattato
1 uovo
1 cucchiaio parmigiano
5 prugne secche denocciolate
buccia arancia
timo
latte
sale e pepe
Far rosolare la salsiccia in un padellino senza grassi.
In un altro padellino far cuocere il pangrattato con qualche cucchiaio di latte.
In una ciotola mettere la carne di maiale, la mortadella, la salsiccia, le prugne a dadini,il parmigiano, l'uovo,il timo, il pepe, il sale e la buccia d'arancia.
Amalgamare bene il tutto.
Allargare il cosciotto, salarlo, peparlo e farcire.
Cucire l'apertura con filo da cucina.
Ungere il cosciotto con l'olio e metterlo in una teglia ricoperta da carta da cucina.
Far cuocere a 220° per venti minuti.
Toglierlo dal forno e metterlo da parte.
Eliminare la carta dalla teglia, affettare l'arancia (io ho tolto anche la buccia e la parte bianca), metterla sul fondo,
Appoggiarvi sopra il cosciotto, aggiungere la cipolla, il timo, il rosmarino,i chiodi di garofano.
irrorare con il succo d'arancia e il vino.
Mettere sul fuoco e sfumare.
Coprire con carta d'alluminio e rimettere in forno a 180° per circa un 'ora, bagnando con il brodo vegetale.
Terminata la cottura, avvolgere il cosciotto nell'alluminio ( io carta forno) e far riposare per circa mezz'ora.
Eliminare dal fondo di cottura gli odori e l'arancia e frullare il tutto.
Filtrare la salsa, scaldarla e servirla in una salsiera.
Servire il cosciotto a fette con la salsina a parte.
Diciamo pure che il pollame ha maggior fortuna rispetto alla carne bovina e allora un bel cosciotto farcito mi è sembrata una buona idea
Ero sicura che qualcuno avrebbe storto il naso per la presenza dell'arancia ma io non posso sentire il parere di tutti, non ne uscirei viva e anche se cerco di accontentarli, spesso faccio di testa mia e se a qualcuno non va bene..beh! sarà più fortunato la prossima volta, pardon!, la ricetta successiva.
Parliamo del cosciotto.
La ricetta l'ho trovata in uno dei quaderni di "Alice" (tutti questi libri e riviste dovranno pur essere utilizzate!), mi piaceva molto e poi dopo un anno che non facevo ricette con l'arancia dovevo provvedere.
Qualcuno non ha apprezzato, altri sì.
Il mio parere? Sicuramente da rifare.
Un cosciotto di tacchinella disossato di media grandezza
1 cipolla (io scalogno)
1 arancia intera
timo
rosmarino
3 chiodi di garofano
1/2 bicchiere vino bianco
brodo vegetale
olio
sale e pepe
Farcia:
150gr polpa di maiale tritata
100gr mortadella tritata
100gr salsiccia
20gr pane grattato
1 uovo
1 cucchiaio parmigiano
5 prugne secche denocciolate
buccia arancia
timo
latte
sale e pepe
Far rosolare la salsiccia in un padellino senza grassi.
In un altro padellino far cuocere il pangrattato con qualche cucchiaio di latte.
In una ciotola mettere la carne di maiale, la mortadella, la salsiccia, le prugne a dadini,il parmigiano, l'uovo,il timo, il pepe, il sale e la buccia d'arancia.
Amalgamare bene il tutto.
Allargare il cosciotto, salarlo, peparlo e farcire.
Cucire l'apertura con filo da cucina.
Ungere il cosciotto con l'olio e metterlo in una teglia ricoperta da carta da cucina.
Far cuocere a 220° per venti minuti.
Toglierlo dal forno e metterlo da parte.
Eliminare la carta dalla teglia, affettare l'arancia (io ho tolto anche la buccia e la parte bianca), metterla sul fondo,
Appoggiarvi sopra il cosciotto, aggiungere la cipolla, il timo, il rosmarino,i chiodi di garofano.
irrorare con il succo d'arancia e il vino.
Mettere sul fuoco e sfumare.
Coprire con carta d'alluminio e rimettere in forno a 180° per circa un 'ora, bagnando con il brodo vegetale.
Terminata la cottura, avvolgere il cosciotto nell'alluminio ( io carta forno) e far riposare per circa mezz'ora.
Eliminare dal fondo di cottura gli odori e l'arancia e frullare il tutto.
Filtrare la salsa, scaldarla e servirla in una salsiera.
Servire il cosciotto a fette con la salsina a parte.
lunedì 17 novembre 2014
Biscottini parmigiano e semi di papavero.
Buoni! buoni! buoni!e pure abbastanza rapidi da fare.
Ovviamente fatti la domenica pomeriggio per mia figlia, per il suo spuntino di metà mattina al lavoro. Di solito faccio cose abbastanza light e questi non lo sono molto però, ogni tanto, uno strappo si può fare e non solo per mangiare qualcosa di più sfizioso del solito, ma anche per provare qualcosa di nuovo.
In un recipiente ho lavorato
75 gr parmigiano grattugiato
35gr olio
30gr farina
1 albume
1/2 cucchiaio di semi di papavero.
Ho fatto delle palline, grandi come una nocciola molto grande, le o schiacciate un pochino con le mani e poi con i rebbi della forchetta.
Ne sono venute trenta.
Cotte in forno a 220° fino a doratura dei bordi, naturalmente in teglia coperta da carta forno.
Ovviamente fatti la domenica pomeriggio per mia figlia, per il suo spuntino di metà mattina al lavoro. Di solito faccio cose abbastanza light e questi non lo sono molto però, ogni tanto, uno strappo si può fare e non solo per mangiare qualcosa di più sfizioso del solito, ma anche per provare qualcosa di nuovo.
In un recipiente ho lavorato
75 gr parmigiano grattugiato
35gr olio
30gr farina
1 albume
1/2 cucchiaio di semi di papavero.
Ho fatto delle palline, grandi come una nocciola molto grande, le o schiacciate un pochino con le mani e poi con i rebbi della forchetta.
Ne sono venute trenta.
Cotte in forno a 220° fino a doratura dei bordi, naturalmente in teglia coperta da carta forno.
lunedì 10 novembre 2014
Torta di mele con uvetta e scorza d'arancia
Ennesima torta di mele!
La pioggia, il freddo, le mele da smaltire (ce ne sono ancora molte) ...e poi, diciamolo, quando si è costretti dal maltempo a stare in casa, cosa c'è di meglio se non pasticciare? e magari fare pure qualche piccolissimo esperimento.
Mi andava di fare una torta di mele con l'uvetta e volevo metterci pure il profumo dell'arancia, ma le arance non trattate ancora non le trovo e quindi ho pensato di prendere delle scorzette di arance candite e tritarle.
Ho qualche perplessità: non ce l'ho home made quindi non saranno granché, però ci provo.
Prova superata! Almeno questo è stato il giudizio di chi l'ha mangiata.
Mi sa tanto che dovrò fare le scorzette da me...e credo che sarà ancora più buona.
200gr farina 00
40gr farina integrale
3 uova
120gr zuccherro
zucchero di canna q.b.
70gr olio
una manciata uvetta
40gr latte
20 gr arancia candita
cognac qb.
3 mele
1 bustina lievito
Ho messo a bagno l'uvetta prima nell'acqua tiepida poi l'ho strizzata e messa con un po' di cognac.
Ho tritato le scorze di arancia con il latte e le ho messe da parte quindi ho lavorato le zucchero con le uova e, continuando a lavorare con le fruste, ho aggiunto la farina a cucchiaiate, poi l'olio, il lievito e infine l'uvetta strizzata, il mix arance candite-latte e una cucchiata di cognac.
Ho unito all'impasto le mele tagliate a fettine, lasciandone un po' da mettere sopra.
Ho cosparso la superficie con zucchero di canna.
Cottura circa 45 minuti sui 190°, teglia 24cm.
La pioggia, il freddo, le mele da smaltire (ce ne sono ancora molte) ...e poi, diciamolo, quando si è costretti dal maltempo a stare in casa, cosa c'è di meglio se non pasticciare? e magari fare pure qualche piccolissimo esperimento.
Mi andava di fare una torta di mele con l'uvetta e volevo metterci pure il profumo dell'arancia, ma le arance non trattate ancora non le trovo e quindi ho pensato di prendere delle scorzette di arance candite e tritarle.
Ho qualche perplessità: non ce l'ho home made quindi non saranno granché, però ci provo.
Prova superata! Almeno questo è stato il giudizio di chi l'ha mangiata.
Mi sa tanto che dovrò fare le scorzette da me...e credo che sarà ancora più buona.
200gr farina 00
40gr farina integrale
3 uova
120gr zuccherro
zucchero di canna q.b.
70gr olio
una manciata uvetta
40gr latte
20 gr arancia candita
cognac qb.
3 mele
1 bustina lievito
Ho messo a bagno l'uvetta prima nell'acqua tiepida poi l'ho strizzata e messa con un po' di cognac.
Ho tritato le scorze di arancia con il latte e le ho messe da parte quindi ho lavorato le zucchero con le uova e, continuando a lavorare con le fruste, ho aggiunto la farina a cucchiaiate, poi l'olio, il lievito e infine l'uvetta strizzata, il mix arance candite-latte e una cucchiata di cognac.
Ho unito all'impasto le mele tagliate a fettine, lasciandone un po' da mettere sopra.
Ho cosparso la superficie con zucchero di canna.
Cottura circa 45 minuti sui 190°, teglia 24cm.
giovedì 6 novembre 2014
Minestra riso e scarola
Devo dire la verità: non avrei mai immaginato di mettere questa ricetta nel blog.
Poi succede che metti la foto su facebook del tuo pranzo, una semplice minestra, un piatto "povero", uno di quelli che facevano le nonne e scopri che riscuote un certo successo.
Pensandoci bene era già capitato qualche tempo fa con un altro piatto, questo, che vi consiglio di provare.
Un po' sorrido e un po' rifletto su questo e deduco che certe volte si ha bisogno di cose semplici, "antiche".
Per 3-4 persone (dosi approssimative)
3 cespi di scarola
2 salsicce
1 scalogno
3-4 cucchiai di passata di pomodoro
brodo di dado
peperoncino
parmigiano
olio
180-200gr riso
ho fatto soffriggere lo scalogno e ho messo le salsicce sbriciolate.
Quando erano leggermente cotte ho unito la scarola tagliata grossolanamente, la passata, il peperoncino e il brodo.
Ho fatto cuocere per una mezz'ora.
Ho messo il riso e portato a cottura.
Messa la minestra nei piatti, ho aggiunto parmigiano grattugiato e un bel giro d'olio.
Poi succede che metti la foto su facebook del tuo pranzo, una semplice minestra, un piatto "povero", uno di quelli che facevano le nonne e scopri che riscuote un certo successo.
Pensandoci bene era già capitato qualche tempo fa con un altro piatto, questo, che vi consiglio di provare.
Un po' sorrido e un po' rifletto su questo e deduco che certe volte si ha bisogno di cose semplici, "antiche".
Per 3-4 persone (dosi approssimative)
3 cespi di scarola
2 salsicce
1 scalogno
3-4 cucchiai di passata di pomodoro
brodo di dado
peperoncino
parmigiano
olio
180-200gr riso
ho fatto soffriggere lo scalogno e ho messo le salsicce sbriciolate.
Quando erano leggermente cotte ho unito la scarola tagliata grossolanamente, la passata, il peperoncino e il brodo.
Ho fatto cuocere per una mezz'ora.
Ho messo il riso e portato a cottura.
Messa la minestra nei piatti, ho aggiunto parmigiano grattugiato e un bel giro d'olio.
domenica 19 ottobre 2014
Torta di mele con noci (Dan's apple,walnut and custard pudding)
Sempre alla ricerca di nuove ricette di torte di mele,non solo ho comprato altri due libri sull'argomento di cui uno in francese, ma ho cominciato a cercare disperatamente su internet soprattutto nei blogs stranieri.
Ormai mi ero messa in testa di fare qualcosa con mele e noci e prima o poi qualcosa dovevo trovare, ma doveva essere una torta di mele come volevo io, come avevo in testa io.
La cosa è durata diversi giorni, ho trovato cose interessanti e, finalmente!, sono incappata nella ricetta giusta.
Questa volta non è stato solo trovare una ricetta, è stato scoprire qualcuno che non conoscevo.
Sicuramente per le appassionate di cucina sarà un nome noto ma per me, non informatissima, è stata una novità e adesso...sono rovinata!!! Sono andata a cercare i suoi libri su Amazon e chissà se ne metterò qualcuno nel carrello....mi sa tanto di sì!
Non la faccio tanto lunga e faccio subito il nome: Dan Lepard.
Come sono arrivata a lui? attraverso un blog francese, questo.
Ho letto la ricetta: interessante! Ho fatto la torta: buonissima!
175 ml latte
vaniglia
3 uova grandi
200 gr zucchero di canna
2 cucchiai maizena
4 mele sbucciate e tagliate in 4
75 ml brandy
75 ml acqua
75 gr noci sgusciate
75gr burro morbido
125 gr farina
1,5 cucchiaini di lievito
Fare una crema con
1 uovo, la maizena, 50gr di zucchero, la vaniglia e il latte.
Far addensare e mettere da parte facendola raffreddare.
In una padella far caramellare le noci e le mele con 50gr di zucchero e il brandy.
Far cuocere fino a quando il liquido è evaporato.
Far raffreddare.
In una ciotola lavorare il burro con i rimanenti 100gr di zucchero, aggiungere 2 uova (uno per volta) e infine la farina e il lievito.
Imburrare uno stampo da 22cm (io da 24 con cerniera), versarvi la crema in modo irregolare, aggiungere l'impasto sempre allo stesso modo e infine le mele e le noci, facendole affondare leggermente.
Cuocere a 180° per 45 minuti circa.
Servire caldo con panna montata.Io l'ho mangiato da solo tiepido e freddo ed era buonissimo!
Ormai mi ero messa in testa di fare qualcosa con mele e noci e prima o poi qualcosa dovevo trovare, ma doveva essere una torta di mele come volevo io, come avevo in testa io.
La cosa è durata diversi giorni, ho trovato cose interessanti e, finalmente!, sono incappata nella ricetta giusta.
Questa volta non è stato solo trovare una ricetta, è stato scoprire qualcuno che non conoscevo.
Sicuramente per le appassionate di cucina sarà un nome noto ma per me, non informatissima, è stata una novità e adesso...sono rovinata!!! Sono andata a cercare i suoi libri su Amazon e chissà se ne metterò qualcuno nel carrello....mi sa tanto di sì!
Non la faccio tanto lunga e faccio subito il nome: Dan Lepard.
Come sono arrivata a lui? attraverso un blog francese, questo.
Ho letto la ricetta: interessante! Ho fatto la torta: buonissima!
175 ml latte
vaniglia
3 uova grandi
200 gr zucchero di canna
2 cucchiai maizena
4 mele sbucciate e tagliate in 4
75 ml brandy
75 ml acqua
75 gr noci sgusciate
75gr burro morbido
125 gr farina
1,5 cucchiaini di lievito
Fare una crema con
1 uovo, la maizena, 50gr di zucchero, la vaniglia e il latte.
Far addensare e mettere da parte facendola raffreddare.
In una padella far caramellare le noci e le mele con 50gr di zucchero e il brandy.
Far cuocere fino a quando il liquido è evaporato.
Far raffreddare.
In una ciotola lavorare il burro con i rimanenti 100gr di zucchero, aggiungere 2 uova (uno per volta) e infine la farina e il lievito.
Imburrare uno stampo da 22cm (io da 24 con cerniera), versarvi la crema in modo irregolare, aggiungere l'impasto sempre allo stesso modo e infine le mele e le noci, facendole affondare leggermente.
Cuocere a 180° per 45 minuti circa.
Servire caldo con panna montata.Io l'ho mangiato da solo tiepido e freddo ed era buonissimo!
martedì 7 ottobre 2014
Calamarata
Ne avevo proprio voglia!
Così oggi, nonostante non fossi in perfetta forma, mi sono messa ai fornelli.
Le ragioni sono due: non solo è un piatto che mi piace molto, ma volevo anche ritrovare qui nel blog la ricetta che avevo salvato tanti anni fa, senza perdermi tra le varie versioni che ho.
E' passato tanto tempo e non ricordo come sono arrivata a questa ricetta, comunque ho salvato il nome dell'autore, Vincenzo D'Antonio, e siccome bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, mi sembra più che giusto nominarlo.
Io ho seguito le sue quantità, tranne che per i pomodori, ne ho messi due di più.
Per 4 persone:
350gr di calamarata (pasta tipica)
3 calamari medi (io due grandi)
5 acciughe (10 mezze acciughe sott'olio)
3 pomodori tondi maturi (io ne ho messi 5)
origano
una piccola noce di burro
3 spicchi di aglio
1/2 bicchiere di vino bianco
olio q.b.
sale
pepe
Ho tagliato i tentacoli e le alette, togliendo anche la pellicina bianca, e li ho messi con un filo d'olio in una ciotola.
In una padellina ho fatto fondere il burro e vi ho sciolto le acciughe, lontano dal fuoco (oppure a fuoco bassissimo) e vi ho versato i tentacoli e le alette. Cottura circa 5 minuti.
In un'altra padella ho fatto soffriggere nell'olio tre spicchi di aglio, quando erano dorati li ho tolti e vi ho messo i pomodori sbollentati, pelati e ridotti a dadini e i calamari tagliati a strisce.
Ho fatto cuocere per una decina di minuti a fuoco moderato,
Trascorso questo tempo vi ho versaro il vino, alzando la fiamma al massimo.
Evaporato il vino, ho messo un coperchio sulla padella, fatto cuocere a fuoco moderato, e dopo un paio di minuti ho aggiunto i tentacoli dell'altra padellina..
Qualche altro minuto di cottura e poi aggiungere una bella spolverata di origano.
Lessare la calamarata e poi metterla nella padella e far insaporire.
Così oggi, nonostante non fossi in perfetta forma, mi sono messa ai fornelli.
Le ragioni sono due: non solo è un piatto che mi piace molto, ma volevo anche ritrovare qui nel blog la ricetta che avevo salvato tanti anni fa, senza perdermi tra le varie versioni che ho.
E' passato tanto tempo e non ricordo come sono arrivata a questa ricetta, comunque ho salvato il nome dell'autore, Vincenzo D'Antonio, e siccome bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, mi sembra più che giusto nominarlo.
Io ho seguito le sue quantità, tranne che per i pomodori, ne ho messi due di più.
Per 4 persone:
350gr di calamarata (pasta tipica)
3 calamari medi (io due grandi)
5 acciughe (10 mezze acciughe sott'olio)
3 pomodori tondi maturi (io ne ho messi 5)
origano
una piccola noce di burro
3 spicchi di aglio
1/2 bicchiere di vino bianco
olio q.b.
sale
pepe
Ho tagliato i tentacoli e le alette, togliendo anche la pellicina bianca, e li ho messi con un filo d'olio in una ciotola.
In una padellina ho fatto fondere il burro e vi ho sciolto le acciughe, lontano dal fuoco (oppure a fuoco bassissimo) e vi ho versato i tentacoli e le alette. Cottura circa 5 minuti.
In un'altra padella ho fatto soffriggere nell'olio tre spicchi di aglio, quando erano dorati li ho tolti e vi ho messo i pomodori sbollentati, pelati e ridotti a dadini e i calamari tagliati a strisce.
Ho fatto cuocere per una decina di minuti a fuoco moderato,
Trascorso questo tempo vi ho versaro il vino, alzando la fiamma al massimo.
Evaporato il vino, ho messo un coperchio sulla padella, fatto cuocere a fuoco moderato, e dopo un paio di minuti ho aggiunto i tentacoli dell'altra padellina..
Qualche altro minuto di cottura e poi aggiungere una bella spolverata di origano.
Lessare la calamarata e poi metterla nella padella e far insaporire.
Iscriviti a:
Post (Atom)





